Mario Lodi
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BIOGRAFIA
Note biografiche di Mario Lodi. Aggiornato al 20 marzo 2014.

MARIO LODI nasce il 17 febbraio 1922 a Piadena (Cremona) e si diploma maestro all'Istituto magistrale di Cremona nel 1940.

Da studente si ribella alle manifestazioni per la guerra organizzate dai fascisti: da quel "no" verrà la presa di coscienza che lo porterà poi, dopo la guerra, all'impegno pedagogico per una scuola nuova in una società democratica.

Durante la guerra subisce il carcere per motivi politici e nel 1945, dopo la Liberazione, aderisce a Piadena alla sezione del Fronte della Gioventù e organizza le prime attività libere: un giornale aperto a tutti, il teatro, le mostre dell'artigianato locale, una scuola professionale gestita con docenti volontari.

Nel 1948 è nominato maestro di ruolo a S. Giovanni in Croce (Cremona), dove scopre le capacità creative dei bambini e la sua incapacità di maestro formato dall'Istituto magistrale a svilupparle e organizzarle nel lavoro scolastico con una metodologia coerente.

In quel tempo viene in contatto con il Movimento di Cooperazione Educativa, un gruppo di insegnanti di ogni livello che intendono adeguare l'insegnamento nella scuola pubblica ai principi della Costituzione repubblicana.

Comincia un periodo di esperienze, incontri, dibattiti, seminari che ogni anno, nel Convegno Nazionale, si traducevano in una sintesi pedagogica. Nasceva così, con l'introduzione critica nella scuola italiana delle tecniche del pedagogista francese Celestin Freinet, un'impostazione pedagogica nuova e alternativa alla scuola trasmissiva di nozioni: il testo libero, il calcolo vivente, le attività espressive (pittura, teatro, danza, ecc.), la ricerca sul campo, la corrispondenza interscolastica, la stampa a scuola, la scrittura individuale di storie e di veri e propri libri (come Cipì). Era un'impostazione che, insieme a quella dei bambini, liberava e formava la cultura del maestro.

Parallelamente si dedica ad attività extrascolastiche, come la Biblioteca Popolare della Cooperativa di Consumo nella quale introduce la tecnica della stampa e pubblica I Quaderni di Piadena (documenti della ricerca sui vari problemi della gente realizzati dagli stessi giovani soci).

All'interno della Biblioteca Popolare, nel 1957, si costituisce il Gruppo Padano di Piadena per la ricerca dei documenti dell'espressività popolare in ogni sua forma tra i quali i canti popolari e i burattini. Il Gruppo Padano parteciperà poi a spettacoli a livello nazionale come “Bella Ciao di Crivelli (presentato al festival di Spoleto nel 1967) e "Ci ragiono e canto" di Dario Fo.

Nel 1956 ottiene il trasferimento alla scuola elementare di Vho di Piadena, suo paese natale. Qui, in ventidue anni di insegnamento, realizza molti libri: alcuni, scritti insieme ai suoi alunni, di fiabe e racconti (Bandiera, Cipì, La mongolfiera, ecc.), altri che documentano le sue esperienze pedagogiche: C'è speranza se questo accade al Vho (1963), Il paese sbagliato (Premio Viareggio 1971), Cominciare dal bambino (1977) e La scuola e i diritti del bambino (1983). Tutti pubblicati da Einaudi.

Nell'estate del 1963 si reca a Barbiana dove incontra Don Lorenzo Milani,     ne  scaturisce un profondo scambio culturale e pedagogico e si avvierà una corrispondenza fra i suoi alunni e i ragazzi della scuola di Barbiana.

Dal 1970, per dieci anni, dirige il gruppo di ricerca della Biblioteca di Lavoro che produce 127 libretti di letture, guide e documenti pubblicati da Manzuoli Editore.

Nel 1978 è protagonista, insieme ai suoi alunni, del film Partire dal bambino, primo di quattro documentari della serie “Quando la scuola cambia” realizzato dal regista Vittorio De Seta che sarà trasmesso in prima visione RAI il 10 aprile 1979.

Nel giugno 1978 va in pensione e inizia altre attività nel campo educativo.

Per tre anni dirige a Piadena la Scuola della Creatività nell'ambito di un progetto della Regione in cui i bambini dai 3 ai 14 anni e gli adulti sperimentano le più diverse tecniche creative.

Nel 1980, con un'indagine sul territorio nazionale, raccoglie e classifica 5.000 fiabe inventate dai bambini, documentando così che la creatività infantile nonostante l'avvento della TV è ancora viva se i bambini si trovano nelle condizioni di esercitarla e svilupparla. Sulla spinta di questa indagine nasce nel 1983 A&B, un giornale interamente scritto e illustrato dai bambini in quanto cittadini che hanno il diritto costituzionale di esprimersi e di comunicare.

Dal 1988 A&B diventa Il giornale dei bambini, pubblicato dalle Edizioni Sonda.

Nel 1988, su richiesta di vari Comuni, insieme al gruppo redazionale di A&B riscrive la Costituzione Italiana in forma adatta ai bambini (Edizioni Marietti - Manzuoli).

Nello stesso anno in Piadena costituisce il Gruppo artisti piadenesi, con il fine di valorizzare le capacità creative di giovani e anziani nei vari campi per mezzo di mostre e pubblicazioni.

Nel gennaio del 1989 riceve dall'Università di Bologna la Laurea honoris causa in Pedagogia.

Nel novembre 1989 gli viene assegnato il Premio Internazionale LEGO, che viene conferito a "personalità ed enti che abbiano dato un contributo eccezionale al miglioramento della qualità di vita dei bambini". Con i proventi del premio fonda in una cascina a Drizzona, vicino a Piadena, dove Lodi si trasferisce, la Casa delle Arti e del Gioco, della cui cooperativa è presidente: un laboratorio dove si sperimentano, con la guida di esperti, tutti i linguaggi dell'uomo. Nella stessa sede sorge un Centro di Studi e Ricerche sulla cultura del bambino e una Pinacoteca dell'età evolutiva.

Nel 1992 viene realizzata, in collaborazione con la Galleria Gottardo di Lugano, la mostra L'arte del bambino, esposta in numerose città, che dimostra quali alti livelli espressivi può raggiungere il linguaggio grafico autonomo. Dai primi scarabocchi fino alla scoperta dell'astrattismo, le opere raccolte sono documenti della cultura del bambino spesso ignorate o distrutte dagli adulti.

Negli anni successivi la Casa delle Arti e del Gioco pubblica 67 libretti di racconti, favole, poesie di bambini elaborati con il computer che esprimono atteggiamenti e sentimenti positivi come la collaborazione, il rispetto per la natura e per l'uomo, la felicità. Una serie è dedicata a racconti e leggende di bambini extracomunitari.

Dal 1994 affronta il problema sociale dell'influenza negativa della televisione sui giovani, prima con il romanzo La TV a capotavola e poi con la campagna Una firma per cambiare la TV (oltre 550.000 firme raccolte e consegnate, tramite il Ministero della P.I,. al Capo dello Stato) .

In seguito alla raccolta di firme nasce il libro edito da Franco Angeli Cara TV con te non ci sto più, scritto in collaborazione con il dottor Alberto Pellai e con la psicologa Vera Slepoj.

Pubblica con La Casa delle Arti e del Gioco Alberi del mio paese (1992) e Rifiuti. La lezione della natura (1996): due libri guida, scritti in collaborazione con G. Maviglia e A. Pallotti, che sono una sintesi operativa di due corsi e uno strumento per l'educazione ambientale, per promuovere una cultura del comportamento responsabile.

Dal 1995 al 2000, per Editoriale Scienza, dirige la collana Laboratorio Minimo che ha edito diversi testi guida per i ragazzi e gli educatori che intendono introdurre nella pratica scolastica l'atteggiamento scientifico.

Nel 1998 cura, insieme alla figlia Cosetta, una nuova mostra di pitture di bambini dal titolo Alberi ed il relativo catalogo (Briciole di neve Editore).

In collegamento alla mostra conduce i laboratori di educazione ambientale per i bambini e per gli operatori scolastici. Uno degli strumenti utilizzati è il libro-bianco Io e la natura (1999), che invita i bambini dai tre anni in su, con la guida di maestri, genitori e nonni, ad osservare direttamente l'ambiente naturale più vicino, conoscere il nome e il comportamento degli esseri viventi e disegnarli sulle pagine bianche del libro.

Si vogliono così gettare le fondamenta di una cultura ambientale e aiutare i bambini a staccare lo sguardo passivo dal televisore.

Una delle attività della Casa della Arti e del Gioco, è la ricerca sui linguaggi multimediali, con un gruppo di lavoro di cui Mario Lodi è animatore, che si propone l'individuazione di opere di qualità, la loro presentazione critica nelle scuole e l'uso della telecamera da parte dei bambini per realizzare films.

Con una scelta radicale abbandona la televisione, di cui critica la bassa qualità determinata dalla logica dell'auditel, per circondarsi invece di persone vive, creative, che pensano e coltivano interessi culturali. Documenta questo mondo reale, contrapposto al mondo virtuale televisivo, in forma di diario.

Per alcuni anni Mario Lodi tiene, con bambini delle scuole elementari, medie e con allievi dell'Istituto Magistrale, corrispondenze scritte che, dal settembre 1999 al 2007 , vengono pubblicate nella rubrica “Filo diretto” da lui curata nella rivista "La Vita Scolastica"(Giunti).

Nel 1999, in collaborazione con Editoriale Scienza e il “Centro Gioco Natura Creatività La lucertola" di Ravenna realizza, con la consulenza di G. Maviglia, la mostra itinerante "La scienza in altalena" : una mostra di giocattoli "scientifici" costruiti con materiali poveri e di riciclo elaborando leggi fisiche.

Nel giugno 1999  pubblica il nuovo libro "I bambini della cascina" (Marsilio editore, Premio Penne 1999): è la rievocazione della vita dei bambini e delle loro famiglie in una grande cascina padana, dal 1926 fino allo scoppio della guerra mondiale.

Nell'ottobre 1999 a Cremona si inaugura il "Museo della città sotto-sopra" realizzato dalla Azienda Energetica Municipale e dal Comune di cui Mario Lodi con G. Maviglia ha curato il progetto didattico.

Nel giugno 2000 viene nominato dal Ministro della Pubblica Istruzione Tullio De Mauro membro della Commissione ministeriale per il riordino dei cicli scolastici.

Nel settembre 2000, cura, in collaborazione con la figlia Cosetta, la nuova mostra di pittura infantile “I ritratti dei bambini” che viene esposta per la prima volta dal FAI presso la Villa Porta Bozzolo a Casalzuigno (VA).

Nel novembre 2000 pubblica il libro “La città sottosopra”, edizioni AEM per il sistema museale di Cremona.

Dal 29 dicembre 2000 ad agosto 2009 cura la rubrica quotidiana “Il giornale dei bambini” del quotidiano “La Cronaca” di Cremona: una pagina di letture e opere d’arte.

Nel maggio del 2001 è nominato dal Ministero della Pubblica Istruzione membro del consiglio di amministrazione dell'I.N.D.I.R.E. (ex Biblioteca Didattico Pedagogica) che si occupa della documentazione di esperienze realizzate nella scuola italiana, di aggiornamento dei docenti, ricerca e valutazione dei progetti.

Nel novembre 2001 comincia l'esperienza dello scambio di scritti autobiografici con bambini che durerà per diversi anni.

In collaborazione con il portale Popolis cura la rubrica "Il maestro risponde", corrispondenza con i bambini sui vari problemi del nostro tempo.

Nel 2002 pubblica il nuovo libro "A TV spenta. Diario del ritorno" (Einaudi) nel quale sono ripresi i motivi della critica alla televisione iniziata con la petizione "Una firma per cambiare la TV" (1994).

In colaborazione con Yuri Meda produce una ricerca sul rapporto tra il potere fascista e la stampa per l'infanzia dal titolo "Il Corriere dei Piccoli va alla guerra" che si propone anche come ricerca sulla formazione dei bambini attraverso i media oggi e che diventerà una mostra.

Nell’ottobre del 2002 pubblica "Il drago del vulcano e altre storie"  (Giunti) libro di favole per bambini.

Nel novembre del 2004 in occasione della inaugurazione della galleria di Arte Moderna di Genova Nervi Maschietto editore pubblica "Il castagno" favola di Mario Lodi con illustrazioni di Alfredo Gioventù dedicato al dipinto di Antonio Discovolo.

Nel 2004 viene insignito dal Presidente della Repubblica Ciampi della onoreficenza di Cavaliere di Gran Croce dell'ordine al Merito della Repubblica, in considerazione delle eccellenze conseguite nel campo culturale e pedagogico.

Nel novembre 2005 pubblicato da “La meridiana edizioni” esce il libro “Favole di pace” , una raccolta di favole per bambini.

Nel marzo 2006 a Mario Lodi viene assegnato il Premio Unicef 2005 Dalla parte dei bambini “per aver dedicato tutta la sua vita ai diritti dei bambini perché avessero la migliore scuola possibile e per aver realizzato la “Casa delle Arti e del Gioco” attraverso la quale continua a promuovere e a valorizzare la formazione degli insegnanti e le potenzialità espressive dei bambini.

In ottobre 2006 pubblicato da Editoriale Scienza esce il libro “Il cielo che si muove” 15 racconti per adulti e bambini.

Nel novembre 2006, pubblicato da Panini Ragazzi esce il libro “Il pensiero di Brio” con le illustrazioni di Emanuele Luzzati.

In marzo 2007 pubblicato da Einaudi esce una nuova edizione del libro "Il Paese Sbagliato" con una lettera aperta ai giovani maestri.

In aprile 2007 pubblicato da La Meridiana esce una nuova edizione del libro "La Mongolfiera"

Nel 2008 cura, insieme ai suoi collaboratori maestri e pedagogisti, il libro “Costituzione. Le legge degli italiani” edito dal Comune di Cremona. Articolo per articolo, la Carta viene riscritta “per i bambini, i cittadini, per tutti” con un linguaggio semplice ed innovativo. La diffusione supera le 100.000 copie a seguito di continue richieste da parte di scuole, enti locali, biblioteche, associazione e singoli cittadini. Il volume rappresenta una tappa miliare nel suo impegno pedagogico a favore di un’educazione ad una cittadinanza attiva. Si avvale della presentazione, e di un riconoscimento del presidente della repubblica Giorgio Napolitano.

Dall’anno scolastico 2008 al 2014, collabora con la rivista “La Vita Scolastica” (Giunti Scuola Editore). Nella rubrica mensile “La scuola di Mario Lodi” ha presentato  alcune esperienze didattiche realizzate nelle classi della maestra Luciana Bertinato della scuola Primaria "I. Nievo" di Soave (VR). Di queste classi ha seguito, fin dal primo anno attraverso un monitoraggio costante, il programma, la metodologia e gli obiettivi educativi documentando ogni fase del lavoro con la voce dei bambini, nell'intento di realizzare oggi una scuola ispirata ai valori della Costituzione italiana.

Dal dicembre 2009 al dicembre 2010 cura la rubrica settimanale “La pagina del maestro” del quotidiano “La Cronaca” di Cremona: una pagina dedicata agli educatori e ai genitori.

Nel gennaio 2011, insieme a Carla Ida Salviati, pubblica il libro “Mario Lodi maestro” in cui vengono riportati e commentati passi salienti dell’opera “C’è speranza se questo accade al Vho”, il diario scolastico che documenta la sua crisi di giovane maestro nel difficile contesto storico sociale degli anni sessanta. Si rivolge ai maestri d’oggi in un momento difficile e critico per la scuola italiana. Sul sito www.giuntiscuola.it/gus viene pubblicata online la versione e-book  integrale del libro "C'è speranza se questo accade al Vho", un classico dell'istruzione in Italia, un libro che ha fatto la storia pedagogica e che ci aiuta a capire il presente.

Nel marzo 2013, nella "Edizione Artebambini" collana Il Cantiere delle Arti a cura di Maria Flora Giubilei, e Simonetta Maione del Comune di Genova e Musei di Nervi, esce il libro Bambini di Simonetta Maione, Mario Lodi e Federico Maggioni con il contributo di Alfredo Gioventù e Daniela Mangini nell'albo allegato "Bambini in Atelier" e il cd curato da Enrico Pierini.

In tutti questi anni la sua intensa attività e il suo impegno di studio e ricerca, insieme agli amici, ai collaboratori, alla moglie e alle figlie, hanno dato grande impulso alla Associazione culturale Casa delle Arti e del Gioco.

Muore il 2 marzo 2014 nella sua casa di Drizzona.

Il 20 marzo 2014 esce pubblicato da Orecchio Acerbo la nuova edizione "Il soldatino del Pim Pum Pà" con le illustrazioni di Michele Rocchetti.

A tutt'oggi la figlia Cosetta e un'equipe di educatori, operatori, insegnanti e formatori continuano le attività dell'associazione Associazione culturale Casa delle Arti e del Gioco, che si propone di promuovere la formazione degli insegnanti e dei cittadini che si dedicano alla educazione democratica fondata sui valori della Costituzione italiana, di valorizzare e sviluppare le capacità espressive, creative e logiche dei bambini e degli adulti e di divulgare il pensiero padagogico e la metodologia didattica di Mario Lodi.





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