IL CIELO CHE SI MUOVE

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Prezzo di vendita: 9,90 €
Il cielo che si muove
di Mario Lodi
con una nota di Carla Ida Salviati
illustrazioni di Simona Mulazzani
Editoriale Scienza
collana: Racconti di scienza
area tematica: animali, piante, ambiente, ecologia
settembre 2006, aprile 2017
da 8 anni in su, pagine 80, cm 14,3 x 19,6

Il cielo che si muove di Mario Lodi è tornato in libreria a dieci anni dalla prima edizione che ha avuto tanto successo. Accompagnato sempre dalle belle immagini di Simona Mulazzani (Premio della rivista Andersen come migliore illustratrice) ha una veste più moderna ed è corredato da una post-fazione di Carla Ida Salviati. A lei abbiamo rivolto alcune domande:

INTERVISTA a Carla Ida Salviati:

Quali sono gli aspetti di attualità di quest’opera:

Quando Editoriale Scienza mi ha proposto di scrivere una nota per la nuova uscita de Il cielo che si muove, ho accettato subito con grande entusiasmo. Mi è sembrata un’idea fantastica riproporlo ai giovani di oggi perché è un libro davvero unico, potrei dire che è inimitabile. Una scrittura perfetta e una passione palpabile per la natura. E, naturalmente, per il bambino che comincia a esplorarla…”

Il tuo intervento è posto alla fine del libro, non all’inizio, come di solito sono sistemate le introduzioni…

Certo! Le mie sono parole adulte rivolte agli adulti educatori. Vanno messe in fondo! Se la nota fosse stampata all’inizio potrebbe confondere il giovane lettore, che apre la prima pagina e vuole entrare nel testo: quello è scritto proprio per lui! Non è un libro didascalico, è un libro fatto di “storie di natura” che, prima di tutto, si assapora con grande piacere. Lodi è un grande scrittore, spesso il suo celebre impegno pedagogico ci fa dimenticare che è l’autore di Cipì, un vero classico ormai, da più di cinquant’anni”.

Che uso possono fare i docenti de Il cielo che si muove?

Io penso che prima di tutto dovrebbero leggerselo per conto proprio. Ci troveranno un bambino che esplora - con il corpo, con l’intelligenza, con le emozioni - lo spazio attorno a lui. Poi, se lo leggeranno in classe, saranno gli alunni a dare segnali delle strade da intraprendere. Possono nascerne innumerevoli spunti didattici: ma anche solo discutere insieme su queste “storie di natura” è già un’occasione enorme di conoscenza”.

L’insegnamento delle scienze nella scuola primaria è spesso difficile…

“Lo è, certamente. Ma lo è ancora di più se ci si incaponisce su argomenti che un bambino di quell’età non può affrontare. Nei manuali si parla di atomi, di molecole, di ere geologiche…ma sappiamo bene che a dieci anni non si hanno conoscenze e capacità di astrazione sufficienti. Infatti ci accontentiamo che gli scolari ripetano quanto hanno letto, quanto “sembra” abbiano appreso. Ma la scuola di Mario Lodi non è la scuola dei pappagalli: è il luogo dove si fanno esperienze, dove ci si pone domande. A volte si trovano le risposte, a volte no, perché (come scrisse il maestro in un bellissimo capitolo di C’è speranza se questo accade al Vho) spesso si scopre anche che bisogna studiare, “guardare su altri libri”, imparare e imparare ancora. E crescere. Ecco, la cosa più bella delle storie de Il cielo che si muove, secondo me è proprio l’incanto della scoperta. Il mondo naturale comincia nel cortile di casa, dall’osservazione dalle lucertole tra i sassi di un muro, dalla gatta che alleva i cuccioli, dalle innumerevoli forme, consistenze e profumi delle erbe in un’aiuola, da un temporale improvviso…”

Casa delle Arti e del Gioco-Mario Lodi, maggio 2017.

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