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 Novità


IL CIELO CHE SI MUOVE
di Mario Lodi, Editoriale Scienza, aprile 2017

Il CIELO CHE SI MUOVE
Autore: Mario Lodi
Illustratore: Simona Mulazzani
Postfazione di Carla Ida Salviati
Età: da 8 anni
Pagine 80
Formato: cm 14,3 x 19,6
Editoriale Scienza, aprile 2017
Prezzo: 9,90 €
ISBN: 9788873078784

NOVITA’!

Il cielo che si muove di Mario Lodi è tornato in libreria a dieci anni dalla prima edizione che ha avuto tanto successo. Accompagnato sempre dalle belle immagini di Simona Mulazzani (Premio della rivista Andersen come migliore illustratrice)  ha una veste più moderna ed è corredato da una post-fazione di Carla Ida Salviati. A lei abbiamo rivolto alcune domande

INTERVISTA a Carla Ida Salviati

Quali sono gli aspetti di attualità di quest’opera?

Quando Editoriale Scienza mi ha proposto di scrivere una nota per la nuova uscita de Il cielo che si muove, ho accettato  subito con grande entusiasmo. Mi è sembrata un’idea fantastica riproporlo ai giovani di oggi perché è un libro davvero unico, potrei dire che è inimitabile. Una scrittura perfetta e una passione palpabile per la natura. E, naturalmente, per il bambino che  comincia a esplorarla…”

Il tuo intervento è posto alla fine del libro, non all’inizio, come di solito sono sistemate le introduzioni…

Certo! Le mie sono parole adulte rivolte agli adulti educatori. Vanno messe in fondo! Se la nota fosse stampata all’inizio potrebbe confondere il giovane lettore, che apre la prima pagina e vuole entrare nel testo: quello  è scritto proprio per lui! Non è un libro didascalico, è un libro fatto di “storie di natura” che, prima di tutto, si assapora  con grande piacere. Lodi è un grande scrittore, spesso il suo celebre impegno pedagogico ci fa dimenticare che è l’autore di Cipì, un vero classico ormai, da più di cinquant’anni”.

Che uso possono fare i docenti de Il cielo che si muove?

Io penso che prima di tutto dovrebbero leggerselo per conto proprio. Ci troveranno un bambino che esplora - con il corpo, con l’intelligenza, con le emozioni - lo spazio attorno a lui. Poi, se lo leggeranno in classe, saranno gli alunni a  dare segnali delle strade da intraprendere. Possono nascerne innumerevoli spunti didattici: ma anche solo discutere insieme su queste “storie di natura” è già un’occasione enorme di conoscenza”.

L’insegnamento delle scienze nella scuola primaria è spesso difficile…

“Lo è, certamente. Ma lo è ancora di più se ci si incaponisce  su argomenti che un bambino di quell’età non può affrontare. Nei manuali si parla di atomi, di molecole, di ere geologiche…ma sappiamo bene che a dieci anni non si hanno conoscenze e capacità di astrazione sufficienti. Infatti ci accontentiamo che gli scolari ripetano quanto hanno letto, quanto “sembra” abbiano appreso. Ma la scuola di Mario Lodi non è la scuola dei pappagalli: è il luogo dove si fanno esperienze, dove ci si pone domande. A volte si trovano le risposte, a volte no, perché (come scrisse il maestro in un bellissimo capitolo di C’è speranza se questo accade al Vho) spesso si scopre anche che bisogna studiare, “guardare su altri libri”, imparare e imparare ancora. E crescere.  Ecco, la cosa più bella delle storie de Il cielo che si muove, secondo me è proprio l’incanto della scoperta. Il mondo naturale comincia nel cortile di casa, dall’osservazione dalle lucertole tra i sassi di un muro,  dalla gatta che alleva i cuccioli, dalle innumerevoli forme, consistenze e profumi delle erbe in un’aiuola, da un temporale improvviso…”

Casa delle Arti e del Gioco-Mario Lodi, maggio 2017

 

Proponiamo la  RECENSIONE che segue, tratta da “Scaffale basso”:

C'era un tempo, solo 100 anni fa, in cui la natura rappresentava la compagna di ogni giornata. Mario Lodi ci accompagna a recuperare lo stupore dell'osservazione del mondo naturale. 15 racconti preziosi!

Tra tutti i libri meravigliosi di Mario Lodi, questa “autobiografia” in racconti naturalistici mi era sfuggita. Editoriale scienza riporta in libreria infatti "Il cielo che si muove”, in una edizione piacevolmente illustrata da Simona Mulazzani.

Attraverso 15 racconti brevi, Mario Lodi fa immergere i lettori nella sua infanzia, quella degli anni ’20 del ‘900, quando ancora si faceva il bagno nel mastello che la mamma riempiva con l’acqua riscaldata sul fuoco e il rapporto con le piante del giardino e gli animali del cortile era un rapporto atavico fatto di vita e di morte. Lascia incantati scoprire alcuni misteri naturali attraverso la voce di un bambino di 7-8 anni che vive tra il cortile e la campagna lombarda e che racconta con stupore quelli che allora gli sembravano miracoli: la coda che si stacca dalle lucertole, la migrazione degli uccelli, la vita e la struttura gerarchica dei formicai, le tecniche di caccia del formicaleone. Non siamo di fronte a trattazioni scientifiche, ma a racconti di estati e scoperte dove accanto alle osservazioni del mondo naturale hanno pari peso i gesti e la mentalità contadina del tempo. Le cavolaie splendide farfalle marzoline distruggevano “lievemente” interi raccolti di cavoli e il papà di Mario insegna ai figli a distruggerne le uova. E se le due gatte del cortile mostreranno che il senso di maternità spesso supera la differenza di specie e cresceranno liete un piccolo setter, questo è possibile solo perché lo zio aveva annegato i piccoli gattini. La mamma, depositaria del sapere leggendario della vita dei campi, racconterà le oscure storie che nascevano intorno al terrore dei tuoni estivi, mentre il padre proverà a raccontarne l’origine scientifica.

Lascia disarmati la schiettezza con cui la morte, la violenza, la tradizione si mescolano con lo stupore, l’esattezza delle osservazioni e la vita: cento anni fa forse vi era un rapporto con la natura più feroce, ma forse più leale e più vero.

È una gioia ripercorrere quella vita insieme all’autore: «Le rondini invece costruivano i loro nidi sotto i portici e le travi dei fienili. Molte ritornavano nel vecchio nido lasciato l’autunno prima, lo rimettevano a nuovo, vi covavano le uova, curavano i figli finché erano capaci di volare da soli e riempivano l’estate dei loro voli. Tutto il cielo del cortile era ricamato dai voli guizzanti e spericolati di quegli equilibristi dell’aria». Io le ricordo le rondini nel cortile della casa di campagna dei nonni!

«Nei giorni d’inverno, quando mi svegliavo il mattino, vedevo i fiori bianchi di gelo come ricami sui vetri delle finestre. Allora la mamma mi avvolgeva in una coperta di lana e mi portava giù, in cucina. Mi posava in culla, e da lì vedevo la magia».

«Mio padre torna dalla caccia con la cagna festante: nel carniere c’è una grossa lepre… Vedo che fruga nel corpo della povera bestiola e afferra qualcosa con delicatezza: sono quattro corpicini bianchi… All’improvviso una luce squarcia il buio del mistero. E penso: “Allora non è vero che mi hanno comperato al mercato; si nasce dal corpo della mamma. Allora anch’io…”… Se si nasce dal corpo della mamma mi pare una cosa bellissima. La storia più bella».

Ciò che lega i racconti è proprio questo rapporto quotidiano con la natura che rappresentava un elemento fondamentale dell’esistenza contadina e con la stessa familiarità con cui si racconterebbero episodi della vita con il proprio fratello, così l’autore ci racconta di insetti, pipistrelli, stelle, pioggia, uccelli e fiori.

«In una zona sabbiosa un mattino trovai alcuni cerchi perfetti scavati nella sabbia, a forma di imbuto. Erano vicini e sembravano tanti crateri di vulcani spenti. Chi li aveva fatti?»

La prima persona rende molto intimo il racconto, i frequenti scambi dialogici rendono facile la lettura, così come la brevità dei singoli testi. Le poche ma affascinanti illustrazioni di Simona Mulazzani suggellano la preziosità di questo libricino che sarà il compagno ideale di lettori che, alla fine della seconda elementare, si godranno presto le vacanze (io lo metterò nella lista dei consigli per la scuola del mio Saverio, 7 anni e mezzo).

Un libro che aiuta a riappropriarsi dello stupore del mondo:

«Adesso so molte cose sul fuoco, non è più un mistero; però il mattino, ogni volta che accendo la fiammella del gas per farmi il caffè, penso alla scoperta che da piccolo mi pareva una magia e ancora oggi ha il fascino delle cose strane che hanno aiutato l’uomo a scrivere la sua storia, nel bene e nel male».


In allegato:

pdf INTERVISTA a Carla Ida Salviati

link RECENSIONE di Scaffale Basso


 

   
   
   
   
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Commento RECENSIONE di Scaffale Basso



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